Le mille voci di Tom Walker

Roma, 22 novembre 2018

È un viso rassicurante quello di Tom Walker.
Cappellino e bomber verde, abbraccia la chitarra sorridendo timidamente al pubblico: quello che segue è un rock energico, contaminato da hip hop, raggae, gospel e singalong che non lasciano spazio a vuoti di memoria.
Ad accogliere il ragazzo di Manchester un pubblico internazionale e mai assopito che fa da riverbero ai singoli che lo hanno consacrato stella nascente della musica rock.
Ed è proprio internazionale l’atmosfera calda del Monk di Roma, sorretta e amplificata dalla voce di Walker, intensa, ruvida e ricca di armonici.
Cresciuto a pane e Foo Fighters il ragazzo britannico porta con sé quel rock immediato, senza trucchi e inganni, con una forza esplosiva che raggiunge il massimo del fascino soul negli special di chitarra e nei ritornelli sempre accattivanti.

Sul palco Walker abbandona la post produzione elettronica (eccezion fatta per pezzi come ‘Leave a Light on‘) per donarsi spontaneo e vigoroso.
Durante il corso della performance i singoli non vengono stravolti ma potenziati dalla grande sinergia con una band decisa e senza sbavature. Imponente il suono della parte ritmica, quello che rende il live esplosivo e sempre in crescendo.
Il concerto si apre con i singoli ‘Heartland‘ e ‘My Way‘, una sorta di carta d’identità del ragazzo che aonda le sue radici anche nel gospel e nell’hip hop, nella ricerca interminabile di un rock mai scontato, sincero.
«La ricerca del raggiungere i propri obiettivi superando ostacoli importanti e inaspettati. Il successo o il fallimento non possono essere rappresentati da una linea retta. Il brano parla del modo in cui si affrontano
 e si accettano gli alti e i bassi», queste le parole di Walker per descrivere ‘My Way‘, questo il “vero” rock della sua musica, il rock degli alti e bassi.

04- Tom Walker - Roma - 22112018

È la volta del vestito romantico di Walker che abbraccia la sua acustica per regalarci delle pop ballad confidenziali come ‘Fly with me’ e ‘The Sun goes down’.
Le sue ballad non sono luci di cellulari ma fiamme di accendini, afferma
il pubblico e l’utilizzo di archi e suoni da mellotron rendono ancor più evocativi e poetici i pezzi sommessi ma sempre vitali.
In questa zona di luci magiche si respirano le sue influenze pop – rock che spaziano da Paolo Nutini fino ai tour come supporter dei The Script.
Torna però a stupirci, quel ragazzo fan degli AC/DC, proseguendo con il singolo ‘Rapture’ dove il suono impetuoso della sua chitarra è protagonista indiscusso.

Tutte le canzoni di Tom Walker trovano spontaneamente un seguito, è un patto di verità quello stipulato con il suo pubblico.
La potenza e la magia della musica è proprio questa: restare nei riverberi delle pareti e nel ritmo del pubblico.
Le sue canzoni restano così come il suo groove.
Resta inesorabilmente anche ‘Leave a Light on‘, il brano che chiude l’esibizione e che lo ha reso protagonista nella classifiche  internazionali di musica.
I will leave the light on, lascerò una luce accesa.
Walker quella luce l’ha lasciata, la luce accesa della sua voce, delle sue mille voci e della sua musica.


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