TOdays Festival 2019 Day 3: eleganza da bollino rosso

Torino, 25 agosto 2019

Un’estate che non vuole finire, un festival che non vuole finire, un sole cocente a riscaldare questo 25 agosto, terzo e ultimo giorno di TOdays Festival 2019.
Pomeriggio da bollino rosso su Torino e su Spazi211, sentenzierebbero i notiziari, ma il prato è affollato sin dal principio, si sa che il segreto è mantenere una buona idratazione.

I primi a esibirsi in questa chiusura di TOdays Festival sono i Parcels, band di giovanissimi australiani che rispondono più che adeguatamente all’incombenza di fare da apripista, mettendosi in mostra con una danzereccia ed estiva allegria. Non si canta troppo, ma si balla e ci si dimena un sacco, per colpa soprattutto di stilosi sprazzi di discomusic degli anni Settanta. Non c’è la palla luccicante di ordinanza, ma il fondale di lunghi filamenti sberluccicosi fa la sua figura.

 

L’eleganza non si ferma dinanzi alle alte temperature: questo sembrano confermarci i Parcels, secondo nome nella scaletta finale di TOdays Festival.
Stilosissimi e agghindati in stile fashion week, sfoggiano uno stile musicale egualmente ammiccante: accarezzano le chitarre con movimenti sincronizzati propri di una boyband, il suono è solo appoggiato e le voci suadenti si intensificano e salgono di tono a comando.

Parcels

Sono proprio sornioni, questi Balthazar, prendono una sequenza di fondo a effetto, ci incollano sopra delle chitarre accattivanti e a giro innestano un campionario di strumentazione chic, che talvolta suscita la loro stessa ilarità.
La band belga è ammaliante con lo sguardo, con le camicie e con il groove.
Si riservano di sfoderare il rock vero e impavido per il finale, con i bassi e le sviolinate di ‘Fever‘ che dapprima stendono il pubblico e poi lo riesumano come coro.

Balthazar
Balthazar

È la giornata dell’eleganza a TOdays Festival, e non può che essere Johnny Marr a ribadirlo: signorile, incamiciato anche a lui con colori estivi post-balneari, una garanzia e non di certo una sorpresa.
Quasi a freddo le folle vengono aizzate con stile e con ‘Bigmouth strikes again‘, l’interazione col pubblico è puntuale ma con sobrietà british.
Invisibile all’occhio umano, c’è una coperta con l’effigie dei The Smiths sulla quale si stende il suono della chitarra, dei brani storici come pure di quelli della produzione da solista, che viene impreziosito e rimodernato con un corredo di assoli.
Johnny Marr è composto, efficace e di grande effetto, e sfonda il muro quando sfodera lunghe e vigorose schitarrate, come quando fa planare l’attacco di ‘How soon is now?‘ a spettinare il pubblico delle prime file.
Non è solo un gioco di pezzi propri e di “inside covers”, anche ‘I feel you‘ dei Depeche Mode viene rinvigorita e schiarita, e poi via ancora con pezzi dritti alternati alle giravolte dei The Smiths, con gli sprazzi di luce e le corde di chitarra che emanano bagliori con ‘This charming man‘ e con il momento strappalacrime e inesorabilmente comunitario di ‘There is a light that never goes out‘.

Johnny Marr
Johnny Marr

Se la domenica di TOdays Festival è una gara di eleganza, Jarvis Cocker vuole assolutamente essere il numero uno del lotto, e con un completo giacca-pantalone color avana riesce benissimo nell’impresa.
Per nulla ingessato in questa mise, si scatena sin dall’inizio come un indemoniato, confermando di avere il carisma e l’ascendente di chi arriva da un altro pianeta.
Spinge senza risparmiarsi sulla voce, ‘Further complications‘ ne è un esempio, balla salta e si muove sempre in equilibrio sull’orlo del palco, o arrampicato sulle spie.
Ogni brano è introdotto da un discorso, in bilico tra il concetto e il cazzeggio, che ammutolisce per un attimo la folla, salvo poi scompigliare tutto con le movenze di un felino in un elegante completo.
Jarvis Cocker, che qui incarna il progetto della band Jarv Is… ma che propone anche altri passaggi della sua carriera solista, recita il ruolo dell’istrionico bambinone, un vero romantico che vorrebbe provare a crescere a non riesce a uscire pienamente dal personaggio, e condivide così la propria esperienza e i propri desideri con un pubblico che gli dà corda, anziché strepitare e invocare i vecchi successi.
Esplora diversi mondi, mettendo alla prova con successo il proprio charme, rifacendosi alla vita precedente coi Pulp con il solo richiamo di ‘His ‘n hers‘, e preferendo lo stile andante e danzante di sonorità e arrovellamenti spudoramente disco.
Quando poi rientra nelle corde e nel timbro delle sue ballate è ammaliante e struggente, un pifferaio magico in maniche di camicia.

Jarvis Cocker
Jarvis Cocker

Finiscono tutto d’un fiato i tre giorni di TOdays Festival 2019, il cast internazionale di primo livello ma affatto scontato ha soddisfatto le aspettative, abbiamo incontrato artisti per tutti i gusti e tutte le tasche, abbiamo piantato le radici ogni sera sul prato di Spazio211 e aspettiamo ora il momento di segnare sul calendario le date per il 2020, perché del TOdays ci possiamo fidare anche alla cieca.

Matteo Ferrari

Matteo Ferrari

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Nato nel 1984 nell'allora Regno Lombardo-Veneto. Un onesto intelletto prestato all'industria metalmeccanica, mentre la presunta ispirazione trova sfogo nelle canzonette d'Albione, nelle distorsioni, nei bassi ingombranti e nel running incostante.

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