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Spartiti live a Torino: l’Emilia rossa e altre donne

A un destino sinistro è condannata la sinistra. Il partito erede del PCI è ormai erede della DC. “Comunisti col Rolex” è un album campione di vendite pubblicato dai rapper Fedez e J.Ax. Bertinotti si è convertito a Comunione e Liberazione, Lindo Ferretti lasciamo stare. Siamo a un passo dal baratro. «Carissimi compagni, in un momento così grave…» c’è bisogno dell’Emilia rossa di Max Collini e Jukka Reverberi, insomma degli Spartiti.

Parentesi personale non richiesta: sono un discreto fan dello stile al ciclostile della retorica socialista. Ogni elezione voto il partito di sinistra indipendente di turno (ogni volta diverso) che prende il 2-3%. Saluto sempre con gentilezza i militanti di Lotta Comunista che mi avvicinano, non compro, ma comunque simpatizzo. Sono di sinistra: sogno, e poi perdo, mi perdo, e si frammenta in mille pezzi lo specchio che riflette il mio carattere.

E allora, come dice Max Collini, «buonasera compagni».

Rosso è colore della passione, qualunque essa sia. La militanza e le donne sono due pianeti che orbitano pericolosamente vicini. Restiamo in silenzio ad ascoltare dall’inizio alla fine.

Molte delle avventure sono datate anni 80 o inizio anni 90. Il comunismo teneva ancora botta, i borghesi («tutti appesi!») iniziavano a votare Lega Nord. Intanto, il compagno Gonzalo di ‘Sendero luminoso’ si burlava della nuova nomenklatura del partito.

C’è qualcosa nell’accento emiliano di Max Collini che addolcisce il passaggio dai racconti più leggeri ai pezzi più cupi. I protagonisti di ‘Austerità’ e di ‘Servizio d’ordine’ sono il lato buio degli anni 70. ‘Ida e Augusta’, con un sonoro cazziatone ai nazisti, liberano Gombio dagli occupanti.

Ma la resistenza è impossibile quando sono le donne ad essere “esercito occupante”. La caccia alle «meravigliose comunistelle del liceo Moro» viene ostacolata dalla quattordicenne ‘Vera’. La relazione con ‘Elena e i Nirvana’ cova una beffa di bassezza bovina: «mai sottovalutare una donna che vota comunista». Credo che anche gli Spartiti, come gli Offlaga Disco Pax, siano contrari alla democrazia nei sentimenti.

Oltre alle canzoni tratte dall’album “Austerità” e dall’ep “Servizio d’ordine”, mi godo quella che per me è una sorpresa: il racconto che Collini ha scritto per l’antologia “Cosa volete sentire” (Ed. Minimum Fax) e che stasera viene raccontato live. A malapena mi trattengo dallo spoilerare il catartico finale.

La buonanotte è con ‘Qualcosa sulla vita’ dei Massimo Volume, dedicata a Enrico Fontanelli degli Offlaga Disco Pax, mancato tre anni fa. Jukka dei Giardini di Mirò conclude con noise chitarristico. Qualcuno si alza per una standing ovation. Ah già…

In vent’anni di frequentazione dell’Hiroshima Mon Amour, Torino, mai avevo visto la Sala Majakovskij con le sedie. Abbiamo ascoltato seduti come in una riunione di partito nella sala polivalente di circoscrizione. C’è sempre una prima volta (me la segno, 23 febbraio 2017). Un concerto degli Spartiti vale più di tanti visti in piedi!

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