Notte Rossa ad Ancona: Agnelli, Iriondo e D’Erasmo protagonisti d’eccezione

La maggior parte della gente è seduta ed è assorta, completamente presa dai discorsi di Landini.
Talmente presa, che non nota un uomo con i capelli lunghi e giacca nera di pelle che si fa spazio tra la folla per arrivare alle transenne ed entrare, infine, nella zona riservata al personale.

È Manuel Agnelli che, in formazione ridotta dagli Afterhours (insieme a Rodrigo D’Erasmo e Xabier Iriondo), a breve si esibirà per chiudere l’evento Notte Rossa 2015 (11 settembre) organizzato dalla Fiom di Ancona alla Fincantieri.

A preoccupare è la questione “pubblico”: gli spettatori sono tanti, è vero, ma troppo composti, quasi ingessati; si teme che alla fine dei dibattiti si alzino e se ne vadano.
Ed in effetti è quanto accade, ma al loro posto arriva subito un’ondata di altre persone, tutte in piedi, pronte ad orecchie tese per il concerto della storica band di Milano.

Finalmente salgono sul palco: Agnelli afferra il microfono mentre Iriondo raggiunge la sua postazione con gli effetti sonori ed inizia lo spettacolo.

Moloch i cui occhi sono mille finestre cieche!

Moloch i cui grattacieli si ergono nelle lunghe strade come innumerevoli Geova!

Agnelli recita un pezzo tratto dall'”Urlo” di Allen Ginsberg, così come nel tour ‘Hai paura del buio‘; il tutto è enfatizzato dagli effetti ricreati da Iriondo, che vanno a conferire alla lettura ancor più il senso di terrore (industriale) cantato dall’opera stessa.
La parte musicale si apre con ‘Ballata per la mia piccola iena‘, come naturale conseguenza, a mio avviso, alla lettura.

Agnelli si dice vicino alla situazione degli operai della Fincantieri (vittime di un sistema definito, dai portavoce, di “schiavizzazione” , n.d.a.) ed introduce e dedica loro la cruda ‘Costruire per distruggere‘.
E’ con il violino di D’Erasmo che si prosegue con ‘Non è per sempre‘: il pubblico, già carico, va in visibilio e canta insieme al trio.
Nel corso dell’esecuzione ad Agnelli si rompe una corda della chitarra, ed il pezzo termina con uno splendido vibrato sull’ultima ripetizione del ritornello: ringraziando i presenti per il loro calore, esce di scena assieme a D’Erasmo, lasciando il palco ad Iriondo e alle sue sperimentazioni in solo.
Dal pubblico si erge una voce che urla «Grandeee!», trovando consensi anche in altri presenti.
Torna Agnelli, che stavolta si siede al pianoforte ed introduce con un lungo solo ‘Pelle‘.

Una nuova lettura, stavolta tocca a Gramsci con “Indifferenti“.

Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.

Inutile dire che con questo passaggio il pubblico già conquistato pende ora completamente dalle sue labbra e corde.
Ed a proposito di corde, ecco che su ‘Male di miele‘ ne salta un’altra.
Termina la canzone, Agnelli si altera un po’ per la sventura ed esce nuovamente di scena, stavolta assieme ad Iriondo, lasciando il compito di intrattenere il pubblico a D’Erasmo che con il suo violino riesce egregiamente nell’impresa.

Omaggiano Springsteen con ‘State trooper‘, seguono ‘Strategie‘ e l’incantevole ‘Bianca‘.

È alla prima nota di di ‘Bye Bye Bombay che vedo una ragazza dai capelli rossi che si porta le mani alla bocca e sbarra gli occhi in un’espressione di magnifico di stupore: freme all’idea di ascoltare quello che immagino sia il suo pezzo preferito, ed ecco che al primo ritornello si scatena insieme al resto del pubblico.
Agnelli lascia spazio a loro, ai fans, che cantano e seguitano a farlo anche quando il frontman riprende il suo ruolo unendo le voci.
Agnelli e Iriondo si affrontano in un duello di chitarre superando il limite di velocità consentito, la scena è appassionante e va in crescendo, fino a chiudere il pezzo ed il concerto.

I tre si presentano a vicenda, salutano ed escono per tornare dopo nemmeno un minuto: l’atmosfera si fa più seria che mai.
Stavolta tocca ad una lettura dedicata a Paolo Borsellino, il racconto dell’attentato e del furto dell’agenda rossa.
Un silenzio surreale cala alla Notte Rossa, e la domanda più sciocca ma istintiva che riesco a pormi è come fanno tante persone (perché sono tante, sono aumentate durante il concerto) a non respirare?
È il potere della calda voce di Agnelli, della solennità del tema trattato e del senso di responsabilità che si risveglia in ognuno degli astanti.

Ci regalano ancora ‘Padania‘, ‘Ci sono molti modi‘ e sulle note della disillusa ‘Quello che non c’è‘ mi allontano, perché voglio che la canzone mi scivoli addosso e mi saluti sempre più da lontano.

1 Comments

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    bella serata allora. povero manuel chissà com’era incazzato per le corde

    Paolo Plinio Albera / Rispondi

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