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Negrita live a Bologna: i ragazzi sono ancora qua

A seguito delle date instore in giro per lo stivale, il 10 aprile 2018 è partito ufficialmente dall’Unipol Arena di Bologna il “Desert Yacht Club Tour 2018” dei Negrita.

Puntualissimi alle 21, gli Aretini attaccano con ‘Siamo ancora qua‘, prima traccia dall’ultima fatica in studio.
“Desert Yacht Club”, per quanti ancora non lo avessero tra le mani, è un album orgoglioso di sfoggiare un artwork notevole: la scenografia del palco bolognese rispecchia e richiama questo progetto artistico che, bisogna ammettere, già solo ad un colpo d’occhio ripaga alla grande.
Il palco su cui la band si muove è praticamente saturo di maxischermi sui quali scorrono temi, immagini e video relativi ai vari pezzi, mixati ad action live moment dei vari membri sul palco.
In primo piano sul palco i membri storici: Pau (voce), Drigo (chitarra solista) e Mac (seconda chitarra); più indietro su di un piano rialzato la sessione ritmica e le tastiere.

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Le passerelle che si fanno largo tra il pubblico aumentano la percezione di festa collettiva che l’ondata di colori e immagini riversano sul pubblico.
Non propriamente sold out ma alquanto gremita, l’Unipol Arena balla, poga e salta, accompagndo Pau e soci in due ore piene di puro spettacolo.

Sostanzialmente il concerto è diviso in tre tronconi.
Nella prima parte viene presentato il nuovo lavoro attraverso brani come ‘Siamo ancora qua’, ‘No problem’, ‘Voglio stare bene’, ‘Milano stanotte’ oltre al primo singolo ‘Adios paranoia’, affiancati a pezzi più rodati quali ‘Il gioco’, ‘Radio Conga’, ‘Rotolando verso Sud’, ‘Il libro in una mano, la bomba nell’altra’. Tutti brani questi che danno la possibilità ai Negrita di passare dal rock al reggae e ancora al punk, permettendo al pubblico di restare sempre coinvolto fisicamente oltre che coralmente.

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La seconda parte dello spettacolo permette di recuperare fiato e in una versione semiacustica abbiamo ascoltato brani più raccolti – ‘Non torneranno più’, ‘Ho imparato a sognare’ e ‘Magnolia’ – con un Pau insolitamente da solo che imbraccia una chitarra acustica.
Chiude questa seconda parte Drigo che canta ‘E sia splendido’.

La terza parte della serata fa tornare tutti a ballare con altre cinque canzoni.
Tra queste l’immancabile ‘Sex’, ‘Transalcolico’ e ‘A modo mio’, brano col quale i Negrita si congedano dal pubblico appena il tempo di farsi richiamare a gran voce on stage.
Per chiudere in bellezza si ripresentano con l’ultimo singolo, ‘Scritto sulla pelle’ (il brano prevede la proiezione sugli schermi di tatuaggi selezionati dei fan), ‘Bambole’, ‘Mama mae’ e ‘Gioia infinita’.

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Tecnicamente i Negrita hanno dato tantissimo, Drigo ammanta e rapisce il pubblico ad ogni tocco di corda.
Due ore di spettacolo e 26 canzoni in scaletta pescate un po’ da tutta la loro discografia eccezion fatta per due album, “Negrita” e “Paradisi per illusi”.
Poche stonature su pezzi come ‘Voglio stare bene’ e ‘Il libro in una mano, la bomba nell’altra’, piccoli errori che possiamo benissimo “perdonare” dato che quella di Bologna è stata la prima data del tour.
Un’osservazione, in chiusura, va comunque fatta: i tanti brani proposti di “Desert Yacht Club” dal vivo rendono molto di più rispetto all’ascolto su disco.


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