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L’energia ed i colori della Sicilia più autentica: Aretuska live a Roma

E’ un pomeriggio caldo rinfrescato da un piacevole venticello, quello del 5 luglio a Villa Ada.
Arriviamo in anticipo, ci sediamo fronte palco in mezzo al prato e con noi tanti curiosi habituée di questo polmone verde sulla Salaria: ragazzi che fanno jogging, anziani seduti sulle panchine, genitori con bambini che si fermano incuriositi a riprendere col cellulare quello che succede sul grande palco vicino al laghetto.

Niente più, niente meno, che un’anticipazione di quel che accadrà la sera stessa: magie del soundcheck.

Direttore artistico di questa rassegna, in partenza con la tournée estiva relativa al progetto con gli Aretuska, non poteva di certo mancare la sua presenza sul palco di Villa Ada: Roy Paci, nuovamente live a Roma con uno dei suoi progetti, quello forse più noto al pubblico che lo segue da anni.
Qualche giorno prima della data viene annunciato il nome del gruppo che aprirà la serata: l’onore spetta ai BAMBOO, progetto sperimentale di 5 elementi.
E’ interesante il progetto di questi ragazzi: al posto di un cd d’esordio, hanno prodotto un dvd (What’s In The Cube?) ed in effetti la chiave per apprezzare al meglio la loro arte è aprire gli occhi e stupirsi dinanzi a quel che si vede.
Non chitarre (a parte una giocattolo, di plastica) ma bidoni.
Cartelli stradali.
Pentole wok, aspirapolveri, frullatori ad immersione.
Insomma, prendete il mondo del riciclo, ascoltate i vari suoni che producono e componete melodie miscelando il tutto.
Ne esce un sound tribale, propriamente “delle origini”, e questo aggettivo mi piace poiché è come una rinascita, una nuova linfa vitale per tutti gli oggetti scartati nel quotidiano e riutilizzati dai BAMBOO nei loro live show.
Un sound che ha poco in comune con quello di Roy Paci & Aretuska, se non l’immenso calore che spirgiona.
Aprono le danze puntuali alle 21.30 e attirano l’attenzione quanto basta per far avvicinare all’area live un pubblico sempre più nutrito, curioso di capire la natura musicale di questo gruppo.
Lasciano il loro cavallo di battaglia, Supertechno, in chiusura alla loro performance, ed arriva così il momento della big family.

Uno ad uno, salgono sul palco gli Aretuska, e l’introduzione spetta al compagno di viaggi Moreno, seconda voce.
La formazione vede questa sera in scena Gabriele Lazzarotti, Andrea Vadrucci, John Lui, Massimo Marcer, Emiliano Bonafede e Giorgio Giovannini.
Una folla unica, immensa, che si è scatenata a partire già dalle prime note.
La miscela di ska con incursioni jazz, tipiche degli Aretuska, ha dato vita ad uno spettacolo che sembrava (e si sperava) non dovesse finire mai.
La scaletta vede la presenza dei grandi classici del loro repertorio come Sicilia Bedda, ma c’è anche spazio per l’ultimo singolo, Italians Do It Better – già considerato dalla critica musicale la nuova hit di quest’estate 2014.
Ma non solo, anzi.
Roy Paci & Aretuska deliziano il pubblico con una cover a dir poco interessante di ‘The Pretender’, pezzo dei Foo Fighters. e il pubblico impazza con ‘One Step Beyond’ dei Madness.

 

Dopo un tripudio di fiati e tutta l’energia che solo una batteria può sprigionare, con le note eleganti in sottofondo del basso e la beat box di Moreno, si arriva a ‘Toda Joia Toda Beleza’ e si capisce con l’amaro in bocca che non è scoccata ancora la mezzanotte e tutto sta volgendo al termine.
Si balla, si canta, ci si scatena con gambe saltellanti e braccia in aria, ma non è abbastanza: il pubblico non è ancora sazio.
Roy Paci & Aretuska hanno regalato uno spettacolo impeccabile, ma d’altronde stiamo parlando di musicisti ai quali piace fare musica – e questo si vede, si sente.
Che altro aggiungere?
Si spera che tornino presto a Roma.

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