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Uno dei pochi gruppi che nei concerti sfiora la perfezione: Marta sui Tubi live a Roma

Roma, Città dell’altra economia, Testaccio.
Sono le 22.00, il clima è perfetto, di quelli che ti permettono di sbarazzarti di felpe e cappotti per poterti godere al meglio il concerto dei Marta sui Tubi.

Dopo una lunga attesa dagli altoparlanti parte ‘Ma l’amore no’ di Alberto Rabagliati che subito cattura l’attenzione del pubblico.
E’ su queste note che salgono sul palco i Marta.
Iniziano con Camerieri seguita da Perchè non pesi niente: tutti gli spettatori sono già completamente conquistati, si abbracciano, urlano insieme a Giovanni Gulino.
Ogni volta mi stupiscono della loro perfezione.
Forse perché ormai è raro trovare un gruppo che dal vivo sia veramente bravo: nello scenario indie vige la regola del “buttiamola in caciara” e quindi quando si incontra un gruppo come i Marta sui Tubi si rimane affascinati dalla loro poliedricità nel fare canzoni di generi diversi senza sembrare mai raffazzonati.

Parte ‘Dispari’ ed è chiaro che a questo punto metà del pubblico domani si ritroverà senza voce.
Dopo ‘Di vino’ e ‘L’abbandono’ ci presentano il primo pezzo inedito omonimo del disco, ‘Salva gente’, in uscita il 17 giugno, album di raccolta contenente anche due nuove canzoni.
Giovanni ci chiede di fare una prova pogo senza musica in previsione della prossima canzone, e con ‘L’unica cosa’ il pubblico si scatena in una danza sfrenata.
Io, spaventata, arretro pensando di essere invecchiata dai tempi in cui, a 15 anni, nel pogo mi ci buttavo a capofitto.
Subito dopo mi risollevo il morale trovando nei sandali che indossavo una valida giustificazione.
Dopo ‘Vecchi difetti‘, che vede decine di coppie abbracciarsi e baciarsi, arriva anche il secondo inedito, ‘A modo mio’.
I Marta non si smentiscono: entrambe le nuove canzoni sono emozionanti e bellissime.

Dopo l’uscita di rito entrano accennando scherzosamente ‘Il grande raccordo anulare’ di Guzzanti dove assistiamo alla rivincita del batterista Ivan Paolini come cantante.
Con ‘Vorrei’ sembra di stare in un film: tutte le coppie si guardano abbracciandosi e urlandosela a squarciagola.
Chiudono il concerto ‘Cromatica’ (dedicata a Lucio Dalla), ‘Il giorno del mio compleanno’ (nella quale Giovanni inserisce un riferimento alla crisi ed alla disoccupazione giovanile) e ‘Cinestetica’ (trasformata, sul finale, in un pezzo jazz).
Noi staremmo ad ascoltarli per tutta la notte tanto sono eccezionali.
Ci ringraziano per la bella serata, ma siamo noi che dovremmo ringraziare loro per la varietà di emozioni che sono in grado di far provare ogni volta, instancabili.
Tra gli applausi e le urla ci salutano, i Marta, e ci invitano ad aspettarli, “che magari ci si beve una cosa insieme”.

Menzione particolare per i Majakovich, che hanno aperto la serata e intrattenuto piacevolmente il pubblico in attesa di Gulino & Co.

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