Sessione ritmica impeccabile e voci imponenti: Lacuna Coil live a Bologna

Il 20 novembre sono arrivato tardissimo al Zona Roveri Music Factory di Bologna: ero l’ultimo al botteghino, ma non mi sono preoccupato più di tanto poiché sapevo già che al primo pezzo con pogo sfrenato sarei riuscito ad arrivare alla transenna.

Il Zona Roveri di Bologna è davvero un locale carino: la struttura è nuova ed è situato appena fuori dalla tangenziale, facile da raggiungere (traffico permettendo) e con tanto parcheggio.
Soprattutto, cosa fondamentale nei live club, l’acustica all’interno è ottima.

La band che tutti stanno aspettando sul palco per la prima data del tour italiano è quella dei Lacuna Coil, che aprono qui l’ultima tranche del loro tour Europeo partito all’indomani della pubblicazione di “Broken Crown Halo” (marzo 2014).
Una delle pochissime band italiane che suona gothic metal e che ha la possibilità di lavorare soprattutto fuori dai nostri confini, i Lacuna Coil vantano notevoli riscontri di critica non solo in patria.
Ed è per loro che il Zona Roveri è praticamente pieno quando alle 22:30 i cinque, capitanati da Cristina Scabbia, rubano la scena ai due gruppi spalla in apertura (Motionless in White e Devilment).

All’attacco di ogni pezzo dei Lacuna Coil è sembrato che la struttura del locale stesse per collassare: la botta sonora è davvero imponente, e composizioni come ‘Zombies‘, ‘Victims‘ e ‘Heaven’s A Lie‘ hanno catturato un pubblico stregato dalla passione scenica di Cristina Scabbia e soci.
La voce di Cristina si sposa alla perfezione con quella di Andrea Ferro: entrambe sono altissime, potenti e dominanti.
La sessione ritmica è impeccabile nonostante l’assenza di Marco Coti Zelati, bassista ufficiale della band.
I Lacuna Coil dimostrano tutta la loro energia, esternano la loro gioia per essere a suonare in Italia, a casa loro, e ringraziano il pubblico intervenuto con una performance potente e pulita.
C’è spazio per i nuovi pezzi ed alcuni ripescaggi da “Karmacode” (2006), e c’è posto anche per la bellissima cover dei Depeche Mode di ‘Enjoy The Silence‘.
Cristina, Andrea e soci per un’ora e un quarto circa ci hanno sparato nelle orecchie del loro pubblico metal puro come una fucilata.

L’unica pecca, a mio avviso, è il prezzo del biglietto che tra prevendita e tessera Arci meritava sicuramente più di un’ora e un quarto di spettacolo.
L’unico rimprovero serio, invece va fatto alle persone del pubblico che al posto di pogare e rilassarsi hanno assistito alla performance in maniera passiva attraverso il display del proprio smartphone.
Signori, siete ad un concerto metal: alle band sul palco non interessa nulla delle vostre foto sbiadite, mosse e scure.
Smettetela di fare 3000 foto, per questo ci sono già i fotografi accreditati: la band ha voglia di vedere e sentire il vostro calore, la vostra passione e la vostra voglia musica.
Vorrei per questo motivo coniare un nuovo hashtag da diffondere in rete: #piùpogomenofoto.

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