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Indie rock e punk schietto: Ex Hex live a Bologna

Le Ex Hex hanno suonato al Covo Club di Bologna il 28 febbraio, portando in città una sferzata di autentico e grintoso rock’n’roll al femminile con una carica e capacità tecnica a cui solo le band americane possono ambire.
Il gruppo della cantante e chitarrista Mary Timony prende nome dal suo terzo album solita per la Lookout! Records.
A seguito della militanza negli AutoclaveMind Science of the MindThe SpellsGreen 4Wild Flag per Mary è tempo della consacrazione con una nuova band che riesce a conferire energia, spessore e profondità anche dal vivo al percorso intrapreso come solista.
L’indie rock nutrito vigorosamente da uno schietto punk dalle forti venature di stampo garage riportano alla mente gli episodi più abrasivi e coinvolgenti di The Runaways, PretendersThin Lizzy, con una verve diretta, surreale e irriverente propria di gruppi più in voga come Ought, Sleater-Kinney e Parquet Courts. Insomma: la formula perfetta per un sabato sera carico e al contempo nostalgico a cui Sofia Coppola avrebbe potuto rubare alcune sequenze per un inedito cortometraggio in Super 8.
Dolci melodie pop fanno surf su onde elettriche ad alto voltaggio, come se Richard Hell si prendesse la briga di accompagnare sulla Bat Mobile contormano le Go-Gos per un giretto a Venice Beach.

Per quanto riguarda le prime file mi sento di poterlo confermare: il trio chitarra, basso e batteria formato da Mary Timony, Betsy Wright e Laura Harris ci ha fatto ballare con un bel sorriso beato stampato sulla faccia dall’inizio alla fine.

Lo spettacolo si apre come nell’album Rips (Merge Records, 2014) con Don’t Wanna Loose, concentrato di energia e beat con echi di riverberi e distorsioni controllate a metà tra l’Elvis Costello di Pump It Up, BanglesChrissie Hynde.
In Waterfall Mary e Betsy danno inizio ai loro duelli rituali vis-a-vis bene attente a “non incrociare i flussi” chitarra-basso.
In How You Got That Girl l’abilissima bassista in giacca di pelle e mini passa al comando del microfono, mentre aspettiamo ancora qualche traccia prima di sentirla cantare la mia traccia preferita, Radio On. Treccine e maglietta a righe rossa e nera Mary Timoty non solo dimostra una capacità tecnica nell’uso della chitarra elettrica non del tutto percepibile dall’ascolto dell’album, ma stupisce per la qualità abrasiva di assoli al napalm con impennate armoniche animate da un uso del banning consapevole e all’occorrenza incendiario. Precisione, passione ed energia: sembra quasi che le Ex Hex stiano registrando l’album davanti ai nostri occhi.

La chiusura vede invertirsi rispetto al disco Outro ed Everywhere, il pubblico del Covo Club è talmente soddisfatto e caloroso che la band non esita a tornare sul palco per concedere un graditissimo bis.
Altro che Rips, dopo il concerto nessuna voglia di fermarsi.
Chiunque osi affermare che il rock è morto ha seriamente bisogno di fare una chiacchierata con queste miracolose ragazzacce di Washington D.C.

Mark Zonda

Mark Zonda

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Mark Zonda debutta come editor musicale nel 2003 per Ephebia arrivando in breve tempo ad intervistare artisti del calibro di Emiliana Torrini e i Cardigans, non mancando di curare diversi live reports su è giù per l'Italico Stivale. Cercando una voce indipendente gestisce nel tempo i blog 7Sunday5, SleepWalKing (curandone anche un podcast in Inglese settimanale) gestendo un gruppo di scrittori musicali internazionale e Loft80, prima di iniziare la sua collaborazione con Oca Nera Rock. Mark fa inoltre parte di un progetto musicale indie pop chiamato Tiny Tide ed uno più cantautorale a nome Zondini Et Les Monochrome, con il quale è stato candidato al Premio Tenco nel 2013. Nel 2009 fonda l'etichetta KinGem Records. Mark lavora come copywriter e ha pubblicato il romanzo breve "Dodici Venticinque".

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