Dal Belgio con amore: dEUS live a Roma

Il compleanno itinerante di una delle band che hanno dato i natali al cosiddetto ‘indie-rock’ fa tappa a Roma, che non può esserne più felice: il pubblico di Villa Ada assisterà ad un live che ricorderà a tutti noi come si fa a stare su un palcoscenico e come si diventa fautori di un nuovo modo di fare musica.
Roma ha appena visto i dEUS, quasi 25 anni dopo.
Sul palco il 25 luglio l’attuale formazione: Tom Barman (voce e chitarra), Klaas Janzoons (tastiere e violino), Stephane Misseghers (batteria), Alan Gevaert (basso) e Mauro Pawlowski (chitarra).

Questi cinque talentuosi ed eclettici musicisti provenienti dal Belgio, stasera sembrano essere venuti a ricordarci che quando sul palco c’è la musica, quella vera, qualsiasi altro tipo di orpello è assolutamente pleonastico nonché disturbante: così come è stato per Elvis con il rockabilly o per i Nirvana con il grunge, a parere di chi scrive non risulta esserci blasfemia nell’affermare che anche i dEUS, dal canto loro, hanno rappresentato una spaccatura magmatica della crosta terrestre musicale dei primi anni novanta, probabilmente non sapendo neanche che sarebbero diventati poi negli anni dei perfetti e sempiterni apripista di più di una generazione di musicisti punk, blues, jazz, rock. Paradossalmente, e al suo contrario, non ci sono sbavature in quelle chitarre spesso distorte e scordate, il livello di credibilità nella straordinaria dote di Barman di passare con una versatilità estrema da un brano disco a uno rock-melodico, è sempre meravigliosamente molto alto ed esemplare.
Il massimo della coreografia – scenografia si ha nei brani che li vedono ben allineati tutti e cinque a cantare, ed è quello l’unico momento in cui ci concediamo, noi e loro, un momento di ironica nostalgia al pensiero di un rimando ad una qualche boyband inglese di qualche decade fa.
Così come loro, anche il pubblico capitolino che stasera ha deciso di regalarsi il live di questo pezzo di storia della musica rock europea, decide di assumere una posizione di assoluta e totale ricezione fisica e mentale: stasera non si poga né ci si dimena più di tanto, semplicemente si ascolta l’arte, in una conditio ossimorica che questa sera eccezionalmente in Italia ci consente, per l’appunto, di ascoltare l’esperta, innovativa, straniante arte del suono.
L’ascolto, per quasi due ore ininterrotte di concerto, dei brani tratti dal loro ultimo album ‘Selected songs‘, greatest – hits con il quale i dEUS festeggiano quest’anno il loro ventennale successo, è un viaggio consapevole e maturo, ma anche psichedelico e bellissimo, all’interno del mondo musicale di una band che ha inconsapevolmente gettato basi importantissime e fondamentali per molte pagine musicali scritte negli anni zero.
Brani come ‘Instant street‘, ‘Constant now‘, ‘Slow‘, ‘Roses‘, ‘Serpentine‘, ‘Magdaline‘, ‘Eternal woman‘, ‘Ghost‘, ‘Via‘ e ‘Nothing really ends‘, hanno contribuito a scrivere quelle pagine, e stasera è avvenuta la concretizzazione tangibile e reale che ai dEUS si deve il fatto di aver formato generazioni di musicisti coscienti e ascoltatori consapevoli, grazie ad un sound che negli anni ha seguito la propria naturale evoluzione, pur rimanendo costantemente fedele a sé stesso.

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