Il fascino dell’Africa più autentica: Baba Sissoko live a Roma

Il calendario appuntamenti del 14 luglio a Roma ha visto tante (e diverse) proposte per gli amanti della musica live.
Per i nostalgici degli anni gold, all’Auditorium Parco della Musica si sono esibiti gli Spandau Ballet, già presenti a Roma durante il mini-tour italiano lo scorso marzo.
Per i modaioli più indie e alternativi ad oltranza, a Capannelle (Postepay Rock In Roma) sono saliti sul palco gli onnipresenti Verdena, che in questo 2015 pare siano in tour un giorno sì e l’altro anche.
La vera proposta di classe (tanto quanto di nicchia) è stata quella di Villa Ada che con l’ennesimo appuntamento della rassegna estiva denominata Roma Incontra Il Mondo ha portato nel proprio parco Baba Sissoko.

Musicista maliano, Baba Sissoko è conosciuto per la sua personale ricerca sonora, volta soprattutto alla riscoperta delle radici della black music.
E’ da questa volontà che nasce una miscela di jazz non convenzionale fuso a sonorità blues e soul che si caratterizzano per potenza, calore ed energia.
L’importanza musicale di Sissoko si traduce anche con l’introduzione nelle sue composizioni dell’Amadran, struttura musicale tipica della sua terra (Mali) e che ha gettato le basi per la nascita del blues.

E che vuoi fare, perderti un pezzo di storia che viene a suonare live nella tua città?

La risposta per me è scontata: no.
Nonostante i grandi nomi nelle altre location capitoline, Villa Ada non ha accusato colpi dal punto di vista numerico: contro ogni previsione, il fascino dell’Africa ha colpito nel segno portando un buon numero di presenti.
Se da un lato era presente un pubblico attento e riflessivo (seduto sulle sedie messe a disposizione nell’area fronte palco per godere dello spettacolo), dall’altra c’erano gruppi di giovani che ad occhi chiusi si sono lasciati trasportare in qualche timido passo di danza tribale.

L’apertura della serata è stata affidata ai MOMBU, il duo formato da Luca T. Mai e Antonio Zitarelli (rispettivamente già Zu e Neo).
Sin da quando è nato il progetto, i MOMBU si sono dedicati ad un certo tipo di musica che definire cruda e viscerale non basta.
L’ascolto di pezzi quali ‘Niger‘ e ‘Seketet‘ (‘Niger‘, 2013) arricchiscono l’immaginario dell’ascoltatore che va a risvegliare, inconsapevolmente, il proprio lato oscuro.
La loro esibizione sul palco di Villa Ada è stata impeccabile, asciutta ed essenziale.

Ed è poi toccato a Baba Sissoko calcare la scena, in una serata satura di curiosità verso tradizioni e culture magiche che hanno qui preso vita attraverso la musica.
Circondato da strumenti quali tamani, ngoni e balaphon, ecco che sul palco spunta anche qualcosa di più tradizionale come una chitarra.
Sissoko canta e suona le storie delle origini, e davanti ad un pubblico ammaliato rassicura tutti con il suo sorriso.
Laddove l’afa ha lasciato il posto a qualche soffio d’aria fresca, Villa Ada si è immersa in una magia senza fine, quella della madre di tutti i suoni.
Una serata che non ha deluso le aspettative ed ha regalato in cambio un concerto eccellente.

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