Joan As Police Woman live a Milano: tra il sobrio e l’essenziale

Importante appuntamento al femminile il 27 marzo per La Salumeria della Musica di Milano, con il concerto di Joan As Police Woman. Una lunga carriera di collaborazioni e legami importanti per Joan Wasser, cantautrice e musicista cresciuta nel New England e che ha intrapreso da più di dieci anni il percorso solista col nome appunto di Joan As Police Woman. Sette dischi all’attivo, l’ultimo dei quali intitolato “Damned Devotion”, pubblicato a febbraio e che dà il titolo anche a questo tour.

In apertura una nostra “vecchia” conoscenza, quella Sarah Stride che già avevamo incrociato dal vivo qualche mese fa. La ricordavamo un bel po’ più cupa e dalle sonorità molto elettroniche, stavolta invece le tinte più soft e classiche della band di supporto contribuiscono a mettere in risalto la sua voce notevole.

Sarah Stride - Milano

Joan As Police Woman inizia in punta di piedi, ma la voce gira da subito su tonalità alte, non usuali e alle soglie del falsetto per un timbro profondo e black come il suo. Si mette alla tastiera per ‘Warning bell‘, rimanendo sempre da quelle parti, e l’aria soul di fondo non cambia neanche quando imbraccia la chitarra con ‘Communication‘, ravvivata un po’ nella struttura semplice e nei suoni dolcemente accompagnati.

Le doti di cantante di Joan As Police Woman sono in spolvero, mentre come chitarrista sembra tenersi un po’ a freno, apparendo quasi più estrosa quando si dedica alle tastiere. La temperatura è quasi torrida, e ci tiene a farlo notare più di una volta chiacchierando tra un pezzo e l’altro. La voce è emozionale e pulita, non esagera ma è sempre un pelo oltre la normalità.

L’estro cantautorale di Joan As Police Woman viene allo scoperto a colpi di synth con ‘Steed (for Jean Genet)‘, senza elaborazioni superflue ma solo sovrapponendo le diverse sonorità. All’insegna del basso profilo, si alterna l’essenzialità dei pezzi nuovi alla sobrietà dei brani più vecchi, col timbro rock scandito bene dalle chitarre, sempre senza perdersi in elaborazioni complesse.

Joan As Police Woman - Milano

Le voci di accompagnamento crescono e rendono l’esecuzione più completa e piena, che sia per il soul pop di ‘Damned Devotion‘ o per ‘Talk about it later‘, con un gioco di bassi di fondo a sostenere una traccia vocale davvero notevole. Joan As Police Woman si lascia andare in combinazioni intriganti di chitarra e basso, alternate ad atmosfere blande e a un finale carico e pieno, vibrato e un po’ sporco di ‘The Silence‘.

Rientra poi in solitaria per l’encore, Joan As Police Woman con la chitarra cupa in semiacustico e una voce impressionante. Il gruppo la raggiunge per un altro paio di pezzi, morbidi e con improvvisi cambi di passo, cadenzati e ritmati ma senza salire mai troppo, lasciando spazio ancora alla voce.


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Matteo Ferrari

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Nato nel 1984 nell'allora Regno Lombardo-Veneto. Un onesto intelletto prestato all'industria metalmeccanica, mentre la presunta ispirazione trova sfogo nelle canzonette d'Albione, nelle distorsioni, nei bassi ingombranti e nel running incostante.

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