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Guns N’ Roses live ad Imola (BO): uno spettacolo da vivere

Che il concerto dei Guns N’ Roses all’Autodromo Enzo e Dino Ferrari di Imola (BO) il 10 giugno fosse uno degli eventi più attesi dell’estate italiana del 2017 era fuori di dubbio.
Molte le aspettative per questo live, sia da parte dei fan storici (che l’ultima volta hanno visto Axl e Slash nel 1992 a Torino), sia da parte delle ‘nuove leve’ – ragazzi che all’epoca o erano troppo giovani per un concerto o, addirittura, non erano neancora nati.

Già dalle prime ore del mattino, nonostante il sole piuttosto caldo, una moltitudine di persone si è avviata verso l’Autodromo (apertura cancelli ore 10:00) per riuscire ad accaparrarsi un buon posto visivo e acustico.
I controlli all’ingresso sono stati molto serrati ma non hanno impedito il fluire del pubblico, paragonabile ad un vero fiume umano formato da fans provenienti da tutta Italia, isole comprese.
I Guns N’ Roses sono riusciti infatti a mobilitare circa 90.000 persone per un concerto che resterà nella storia dei live italiani, soprattutto in virtù del fatto che questa reunion era sperata e attesa da molti – lo dimostra il dato dei biglietti venduti, soprattutto quelli gold circle, esauriti in poco tempo dall’apertura delle prevendite.

Presa posizione dopo le 18, ho dovuto aspettare poco per cominciare a vivere la serata: sono stati due, infatti, i gruppi che hanno tenuto compagnia alla folla trepidante.
Alle 18.45 è stata la volta del chitarrista britannico Philip Campbell & The Bastard Sons, mentre intorno alle 19.30 l’intrattenimento è continuato grazie ai The Darkness.
La band capitanata da Justin Hawkins, vestito con una tuta blu metallizzata, nonostante il cambio di batterista e qualche problema con le chitarre ha regalato un mini-live eccentrico, energico ed irruente, la cui scaletta ha visto scorrere i brani del nuovo disco alternati a pezzi più conosciuti e di grande successo.

Il mio orologio segnava esattamente le 20.39 quando si è sentito da parte del pubblico un boato, le luci si sono accese ed in un attimo eccoli lì, i Guns N’ Roses, presenti in Italia dopo ben 25 anni di assenza.
Della formazione originale in realtà sono rimasti ‘solo’ Axl Rose, Duff McKagan e Slash, ma tanto basta per mandare in estasi i 90.000 accorsi a Imola.
I tre sul palco vengono accompagnati dal tastierista Dizzy Reed (con loro dal ’90), il chitarrista Richard Fortus (arrivato nel 2002), il batterista Frank Ferrer (entrato nel 2006) e la tastierista e corista Melissa Reese.
Il concerto si apre con ‘It’s So Easy‘ e ‘Mr. Brownstone‘: il pubblico è scatenato e l’adrenalina sale a mille.
Appena mi rendo conto di quello che sta succedendo non riesco comunque a distogliere il pensiero sugli anni trascorsi e sui segni che, soprattutto fisicamente, la band si porta appresso.
Axl è in evidente sovrappeso e con un cambiamento facciale piuttosto espressivo; bene si accompagna al socio Slash, anch’egli un po’ fuori forma.
L’unico che non sembra aver risentito degli anni che passano (per tutti) è proprio Duff, forse più in forma oggi rispetto a quando calcava i palchi nei lontani anni Novanta.

La serata è comunque un susseguirsi di successi: da ‘Attitude‘ (cover dei Misfits cantata da Duff) fino alla versione Guns di ‘Live And Let Die‘, passando per ‘Estranged‘, ‘Double Talkin’ Jive‘ e ‘Yesterday‘.
Immancabili anche ‘Don’t Cry‘, ‘Sweet Child O’ Mine‘ e ‘Paradise City‘, brano che chiude il concerto con tanto di effetti speciali (coriandoli e fuochi d’artificio).
Il momento più emozionante a mio avviso è stato quando la band si è cimentata in ‘Black Hole Sun‘, uno dei pezzi più celebri dei Soundgarden ed eseguito in memoria di Chris Cornell.
Un brano fuori dalla portata vocale di Axl, ma che ha segnato un momento intimo ed incredibile a ricordo di un grande musicista.

Vogliamo essere obiettivi e cercare ad ogni costo una pecca in questo concerto-evento?
Axl non ha più la vocalità di un tempo per interpretare alcuni brani e Slash ha commesso qualche errore da vero principiante.
La realtà dei fatti è che comunque, nonostante gli anni trascorsi e tutti i membri oltre la cinquantina, i Guns N’ Roses sono una band di grande impatto.
Sarà stata l’atmosfera, l’essere in così tanti presenti per questa reunion, l’attesa di mesi da quando è stato annunciato il concerto – per non parlare degli anni con la speranza di questo ritorno in pompa magna…c’è poco altro da aggiungere, quello che si è svolto ad Imola è stato uno spettacolo davvero incredibile, suonato bene e curato nei minimi dettagli.

Si dice che nella vita ci siano concerti che vanno visti almeno una volta, e questo è sicuramente uno di quelli.

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