Giorgio Poi live a Bologna: un’oretta piacevole e veggente

Giorgio Poi è uno degli artisti più in lustro di questo inizio 2017.
Contaminato da città e generi, con accostamenti che vanno da Battisti passando per Incani, arrivando al più ‘recente’ Mac DeMarco, il suo è un tour sconvolgente che sta toccando tutta Italia.
È così che il 4 marzo passa anche al Covo Club di Bologna, già citato vivaio di promesse.

In apertura L’albero, progetto del fiorentino Andrea Mastropietro, che tra un gradevole e profondo pop folk surriscalda il pubblico ai limiti del totale, per non usare il consueto termine “sold out”.
Relativa breve attesa e Poi sale Giorgio – è l’ultima volta che faccio un gioco di parole del genere, giuro, ma parte del pubblico non ha fatto altro durante il live.

Poi ripropone, in formazione a 3, tutto “Fa Niente”, con buona carica e con un risultato che assolutamente non abbassa le aspettative del disco: un pop elettronico cantautorale molto ammiccante e in parte ironico, che sinceramente fatica a non andare giù. Pubblico di giovani, se non di giovanissimi: dal curioso all’hipsterino di prima ondata fino ai “normali”, con un apprezzamento di fondo generale generalmente affettuoso. Coaudiovato anche dalle due cover di ‘Aurora‘ de I Cani e de ‘Il mare d’inverno‘ della coppia Bertè/Ruggeri (ecco, che pochi la conoscessero era un po’ agghiacciante), Giorgio Poi regge bene la scena tra frecciate di timidezza, lievissima euforia ed una continua professionalità.
Forse pecca ancora di mancanza di carattere, ma verrà fuori, forse, chissà.

Un’oretta piacevole che ha dato spazio ai pronostici nemmeno fosse un campionato sportivo: è arrivato il nuovo Calcutta?
Ecco finalmente il Mac DeMarco italiano?
Per ora lasciamo scorrere, vedremo Poi (scusate, non ho resistito).
Sinceramente curioso del suo proseguo, auguro buona fortuna ad un ragazzo abbastanza semplice, gradevole musicalmente e con ulteriore qualità in vista: per questo, effettivamente, vedremo più avanti.

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