Giorgio Ciccarelli live a Bologna: un’energia naturale, onesta e profonda

Bologna, 4 febbraio: l’offerta dei concerti da vedere in città è come sempre buona.
Decido di non assistere al concerto dei Calibro 35 al Covo Club e opto per una serata diversa e dalle atmosfere più intime.
In pieno centro, presso il Cortile Cafè, c’è Giorgio Ciccarelli – ex Afterhours nonché fondatore dei Sux e membro dei Colour Moves.
Dopo l’uscita di scena dalla più nota band milanese Ciccarelli decide di ripartire da zero con tutte le sue forze. Forte della sua esperienza in studio e dal vivo, in breve tempo porta a compimento un disco diretto, aggressivo e accattivante (“Le Cose Cambiano”, qui la recensione) scritto con Tito Faraci: pura esigenza viscerale, quella su disco, a cui viene aggiunta un’importante reazione fisica dal vivo.

Al Cortile Cafè Ciccarelli arriva con altri tre musicisti: Nicodemo al basso e tastiere, Camillo Mascolo alla batteria e Gaetano Maiorano alle chitarre.
Prima dell’inizio del concerto ci concediamo quattro chiacchiere, e in totale tranquillità Ciccarelli mi confessa di essere molto soddisfatto dell’andamento del tour e della passione con cui lo sta affrontando. Gli faccio i miei complimenti per esser riuscito in un anno circa a pubblicare un disco con i Colour Moves (“A Loose End”, qui la recensione) e uno solista, e lui con tutta la fierezza possibile risponde «So fare solo questo, non potrei fare altro: è normale che io metta tutto me stesso a disposizione della musica».
E dice bene, perché di lì a poco sale sul palco scatenando un’energia naturale, onesta e profonda.

Non siamo in tanti al Cortile Cafè.
L’atmosfera è quella giusta, con un’acustica a metà strada tra una sala prove ed una cantina, ho apprezzato tutta la fisicità dei quattro musicisti sulla pedana.
Molto scenografici Giorgio Ciccarelli e Nicodemo, che non riescono proprio a stare fermi durante le esibizioni; molto più composti Mascolo alle pelli e Maiorano, che alle chitarre intreccia assoli e distorsioni davvero raffinate in affiancamento alle chitarre di Giorgio.
Come anticipato dallo stesso Ciccarelli nella poche battute scambiate prima del concerto, la scaletta prevede tutta la tracklist di “Le Cose Cambiano” più qualche brano dei Sux.
La resa live di “Le Cose Cambiano” è molto rabbiosa, pregna di chitarre poderose e dalla sua esibizione emerge una forte necessità di rivalsa.
Nulla ha scalfito la iena in lui, che qui continua a ghignare e aggredire senza pietà: i testi di Tito Faraci si sposano alla perfezione con la rabbia e l’urgenza espressiva di Ciccarelli.
Venga il mio regno‘, primo singolo promo e già aggressivo su disco, dal vivo acquista ancora più cattiveria, a tutto vantaggio della resa espressiva.
Il concerto si chiude con due pezzi dal passato tra cui ‘Nudo‘, che nonostante sia stata rivista e scarnificata, comunque denota l’importante differenza con le composizioni attuali.

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