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Calibro 35 live a Roma: un concerto impeccabile

Venerdì 23 febbraio i Calibro 35 hanno riempito il Monk di Roma fino a farlo scoppiare.
Del resto, il sold out era quasi scontato per una super band come la loro, arrivata ormai al decimo anno di attività.

In quasi due ore di concerto Enrico Gabrielli e soci hanno proposto il meglio del proprio repertorio e alcuni brani tratti dal loro ultimo lavoro, “Decade”.
Lo stile inconfondibile che contraddistingue i Calibro 35 (e che loro stessi definiscono “cinematic funk”) è un’ottima fusione tra funk, jazz e arpeggi tipici delle colonne sonore dei film poliziotteschi, genere tutto italiano legato ad alcune produzioni degli anni ’70.
Tuttavia, questa definizione non rende onore alla potenza del suono dei Calibro 35.

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Sul palco, oltre alla formazione di base composta da Cavina (chitarra basso), Gabrielli (organi e fiati), Martellotta (chitarra elettrica e tastiere), Rondanini (batteria e percussioni) e Colliva (produzioni e regia), erano presenti anche violino (Roberto Izzo), violoncello (Angelo Maria Santisi), sax, tromba e percussioni (Sebastiano De gennaro).
Un totale di dieci elementi che nel corso della serata sono diventati otto, poi cinque, poi di nuovo otto e infine di nuovo dieci, in un’alternanza costruita a regola d’arte e funzionale alla creazione di un saliscendi musicale da montagne russe.

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A brani propriamente funk, in cui chitarra e basso facevano da padroni, si sono alternati brani più soft in cui le influenze jazz erano veicolate ora dalla sezione dei fiati, ora da violino e contrabbasso, in un’atmosfera onirica capace di creare buchi spazio-temporali in cui essere risucchiati fino a fine brano. Avete presente quel secondo di attonita stasi che segue la fine di un pezzo magnifico nel quale ti stavi perdendo?
Nonostante il locale fosse pieno al limite della sopportazione, durante lo spettacolo non è volata una mosca: un silenzio estatico ha aleggiato su tutti.

Solo a fine concerto, prima dell’inizio del bis, qualcuno dal pubblico ha strillato «suona!», volgendosi verso il palco.
A questo cortese invito, Gabrielli, con aplomb nobiliare, ha prontamente risposto «Suona lo dici a tu sorella», scatenando un’ovazione da stadio.
Un concerto magnifico che sottolinea l’importanza e l’unicità di ogni live di questa band straordinaria.


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