Architects live a Roncade (TV): pura furia hardcore

Il tour che sta infiammando gli animi della scena hardcore/metalcore europea fa tappa al New Age Club di Roncade (TV) il 5 novembre 2016, teatro di una delle due serate italiane previste nel tour di Architects, Stick To Your Guns e Bury Tomorrow.

Una line-up solida, unita non solo dall’amore per lo stesso genere musicale ma anche da un pensiero unitario: offrire al pubblico uno show energico ad un prezzo basso, per incitare i fan a mantener viva questa scena musicale considerata ancora piuttosto di nicchia.
La location offre un’ottima visuale, soprattutto (cosa ancor più importante) anche un ottimo sound in qualunque parte posizione ci si trovi.
Il sipario si apre con lo show degli ottimi Bury Tomorrow, una band che in cuffia non ho mai particolarmente apprezzato e che è riuscita a sbalordire tutti, me compreso, grazie all’umiltà dimostrata e soprattutto all’energia che è riuscita a sprigionare nella mezz’oretta che gli era stata concessa nel palinsesto della serata.
I brani presentati fanno parte del nuovo disco della band, “Earthbound”, dalla quale è estratta l’omonima traccia che merita sicuramente una menzione, ma è stato piacevole anche dare uno sguardo al passato del gruppo grazie a brani quali ‘Memories‘.
Se da qualche tempo nella scena core in generale si è propagata la piaga dell’auto-tune, questo non è il caso dei Bury Tomorrow.
Fin troppi cantanti in studio hanno una voce altissima ed incredibile mentre dal vivo fanno fatica a cantare i loro stessi pezzi.
Il chitarrista ritmico, Jason Cameron, a cui appartengono tutti i ritornelli in voce melodica delle canzoni della band, riproduce invece fedelmente la voce che si sente su supporto, e questo è uno dei punti più positivi della loro esibizione: la credibilità dal vivo.
La setlist è breve, ma corposa e compatta: i Bury Tomorrow sono una band che rivedrei molto volentieri.

L’efficiente crew che accompagna la band in tour è aiutata dallo staff del locale e cambia il palco nel giro di 15 minuti: alle 21:35 circa all’improvviso si spengono le luci e compaiono gli Stick To Your Guns.
Jesse Barnett, cantante della band, raccoglie da terra il microfono, dà uno sguardo alla platea ed ecco che inizia la scarica hardcore della band con ‘Nobody‘, sicuramente una delle loro maggiori hit.
Lo show è intervallato da alcuni appelli al pubblico fatti dallo stesso Jesse Barnett che chiede di sostenere le band della serata e offre qualche spunto riflessivo sul mondo e la società odierna, tema sviscerato poi nelle varie canzoni della setlist proposta.
La band presenta infatti il nuovo Ep “Better Ash Than Dust”, anticipato qualche mese fa dal singolo ‘Universal Language‘ suonato durante la serata.
Ovviamente non mancano in scaletta classici quali ‘Nothing You Can Do To Me‘, il vero inno della band ‘We Still Believe‘ e la conclusiva ‘Against Them All‘.
È impressionante la capacità degli Stick To Your Guns di coinvolgere il pubblico e soprattutto di dimostrare a chi li guarda quanto sia apprezzata la loro presenza.

La serata procede a ritmi serrati e nel pieno rispetto dei tempi previsti.
Stavolta il cambio palco occupa un po’ più di tempo, dato che lo scenario messo in piedi dagli Architects risulta molto più elaborato e spettacolare – sono numerosi gli effetti scenici ed un’infinità le attrezzature per gli strumenti.
Con 5 minuti di anticipo rispetto alla tabella di marcia prevista inizia lo show dei ragazzi di Brighton, che decidono di proporre una delle tracce forti della loro ultimo lavoro, “All Our Gods Have Abandoned Us”. Si parte dunque con ‘Nihilist‘, che in 3 minuti scarsi di pura adrenalina funge da preludio ad alcune fra le canzoni più amate della band come ‘These Colours Don’t Run‘ ed ‘Early Grave‘.

architects - roncade
Tutto lo show della band è avvolto però (com’è giusto che sia) da un alone di amarezza: la scomparsa prematura del chitarrista Tom Searle, avvenuta pochi mesi fa, è stata un colpo durissimo e che rischia di mettere davvero la parola fine a questo progetto musicale al termine di questo tour.
Le canzoni si susseguono fra loro proponendo il meglio del penultimo disco “Lost Forever//Lost Together” e lasciando il pubblico sempre più entusiasta.

architects - roncade
Sul finale Sam Carter, frontman della band, chiede silenzio al pubblico per poter rendere omaggio proprio a Tom: un momento toccante che ha portato alle lacrime non solo noi, ma anche dei membri stessi della band.
Nella commozione generale parte dunque ‘Gone With The Wind‘, ultima vera bomba a mano che va a coronare una serata memorabile.
Un plauso al chitarrista dei Sylosis che è riuscito a regger la pressione e a suonare proprio le parti di chitarra di Tom.

architects - roncade

Chi ha visto già live queste band sa bene di cosa parlo: non posso far altro che consigliare vivamente a chiunque ne abbia la possibilità, di andare ad un loro concerto.


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