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Air live a Ostia Antica (RM): superare il muro del tempo

Va subito detto che la location rende davvero ogni esibizione musicale particolarmente magica: l’antico Teatro Romano non gode solo di un fascino unico alle porte di Roma, ma anche di un’acustica davvero buona.
E stavolta, gli organizzatori hanno deciso di puntare su un evento unico: la tappa romana del duo elettro pop francese degli Air (24 luglio 2017).
Già, proprio loro che con l’album “Moon Safari” (ormai più di qualche lustro fa) hanno riportato in auge lo stile french-touch mischiato all’easy listening.
Quello stile così raffinato da comparire quasi algido, e che ieri è stato riproposto in uno spettacolo davvero elegante e senza sbavature.
Forse anche eccessivo.

Vestiti di bianco e tirati a lucido, tanto da sembrare nel look una versione aggiornata dei Modern Talking (per chi se li ricorda), gli Air hanno suonato su un palco circondato da specchi senza concedere nulla e concedersi ad un pubblico numeroso, contento della performance.
Anche la scaletta non ha dato seguito ad alcun tipo di improvvisazione risultando un po’ rigida, eppure ha raccolto in sedici esibizioni tutta la loro carriera, iniziando dagli esordi puramente elettronici sino all’ infatuazione per un suono più languido e quasi pop.
Quello per i quali se ne innamorò la regista Sofia Coppola, tanto che li scelse come colonna portante dei suoi film “Lost in Traslation” e “Il giardino delle vergini suicide”.
Ecco allora fare capolino nella scaletta ‘Cherry Blossom Girl‘, ‘Playground Love‘ e ‘Alone in Kyoto‘ anche se in versioni molto più accelerate.
Ma l’entusiasmo degli spettatori si è scatenato sui pezzi classici del duo francese – ‘Sexy Boy‘, ‘Run‘ e ‘La Femme D’argent‘, ma soprattutto con ‘Kelly Watch the Stars‘ che ha chiuso la parte del concerto precedente il bis.
Ecco, proprio in questo pezzo c’è tutta la forza degli Air: elettronico, potente ma mai noioso, capace di rendere ipnotico la ripetitività delle note poche note che lo compongono.
Ci vuole non solo una grande capacità tecnica, ma anche un certo orecchio musicale per capire cosa attrae chi ascolta, specie quando si ha a che fare con suoni che esulano dal pop classico.
Insomma una musica che sembra facile ma che dietro ha una costruzione ritmica davvero complessa.
Anche in questo sta la bravura del duo francese degli Air, che oramai ha superato il muro del tempo: fare apparire semplice e anche scontato ciò che non lo è – proprio come il bianco che indossano durante le loro esibizioni.

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