Mistonocivo – Superego


Arrivo lungo, lunghissimo a raccontarvi il nuovo lavoro dei Mistonocivo, “Superego”, ma essermi preso tutto questo tempo per pensarci è una scelta presa a seguito di una domanda: come si fa a raccontare un disco così complesso senza prima ascoltarlo davvero bene?
“Superego” è un allbum difficile, ermetico a sprazzi, energico e d’impatto nelle soluzioni elettroniche.
Già, le incursioni elettroniche che in molti hanno definito il nuovo percorso della band.
Mi piacerebbe sapere dove fossero questi “addetti ai lavori” nel 2002 al tempo di ‘Shvrentz’, ‘Christ’, ‘Cellule’ etc.
Tutto si è scritto e detto sui Mistonocivo tranne che restano una delle pochissime band in grado di dar retta solo alla propria voglia di fare musica.
Senza regole e senza troppi paletti commerciali.
Dal ’95 sperimentano e cambiano direzione artistica in ogni disco, in ogni brano.
Cristiano Cortellazzo ha traghettato negli anni ’10 i Mistonocivo, cambiando molti compagni di avventura, sì, ma senza mai perdere la grinta vocale, l’ego artistico e la penna spettacolosa che mette a nudo la sua anima.

“Superego”arriva dopo “Zerougualepositivo” del 2009, contiene dieci tracce e spetta a ‘Wo’ aprire il lavoro.
Urlo di richiamo, ‘Wo’, nudo e crudo che attrae l’ascoltatore nota dopo nota, effetto dopo effetto, fino a sbatterlo nelle atmosfere oscure, taglienti e grevi di ‘Cane alfa’, traccia nevrotica e ambiziosa dove la voce tagliente di Cortellazzo si destreggia bene nella foresta elettronica cadenzata da una batteria che diventa sempre più frenetica.
Sulla stessa falsariga si fa apprezzare anche ‘Ozono’, brano che riporta a casa la band.
Tornano i suoni più rocciosi, rock esasperato e post industrial.
Si arriva a ‘Arpa’, vera e propria bandiera di “Superego”, oltre che primo singolo promozionale. Forse il pezzo più trasparente e leggero del disco, almeno dal punto di vista del tiro strumentale: una base in bilico quasi tra dance e house alla Ivan Lusco.
Impegnato e a doppio effetto invece il testo che perfettamente palesa gli attuali intenti della band. Voglia di comporre musica in piena libertà attorno a un testo a tratti strafottente e sfrontato. 
Intermezzo interessante quello proposto con la candida ballata al piano di ‘Anima’.
Con ‘Vocobass’ e ‘Agil Dream’ le atmosfere tornano a farsi più rarefatte: due bellissime ballate in cui la libertà espressiva supera qualsiasi tipo di etichettatura stilistica.
Sensazione riconfermata anche in ‘Ultratterestre’, dove si passa dalle atmosfere new wave iniziali al crossover finale, mischiate ad ambientazioni dub.

“Superego” è un prodotto che si fa apprezzare poco alla volta: i testi vogliono essere riascoltati più volte per poterne apprezzare tutta la bellezza.
Basterebbe quanto detto fin qui per far capire cos’è “Superego” ma i Mistonocivo hanno voluto strafare e aggiungere altre due tracce che davvero rendono questo prodotto unico.
‘Ego’, summa di stili e ritmi prima, e la bellissima ‘Circofante’ poi, che nel finale congeda l’ascoltatore da questo importante viaggio interiore.
Un viaggio a tinte forti, inquietante a tratti, malinconico, realista e poderosamente ragionato. ‘Circofante’ a chiudere mi ha riportato alla mente alcune composizioni di Bertolt Brecht e Kurt Weill come ‘Alabama Song’ e ‘The Cannon Song’, e questo è l’ennesimo tassello che ho apprezzato di questo lavoro.

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