TOdays Festival 2018 Day 1: i loop buoni e le ripetizioni

Ai blocchi di partenza l’edizione 2018 del TOdays Festival, l’appuntamento musicale preferito da chi vuole risollevarsi un po’ il morale dalla nube di tristezza di fine agosto. Un cartellone ricco di nomi italiani e internazionali, che spaziano tra il rock e l’elettronica, per tre giorni di grandi concerti, dal 24 al 26 agosto, distribuiti su più location, tra Spazio 211 e l’area dell’Ex Fabbrica INCET.

È sul palco allestito nell’area esterna di Spazio 211 che viene allo scoperto il lato rock di TOdays Festival 2018, nel Day 1 del 24 giugno che vedrà quattro protagonisti a dividersi la scena. La prima parte è a trazione italiana, iniziando proprio da Torino e dal suono psichedelico e dalle forti connotazioni etniche degli Indianizer per poi spostarsi a Roma e al rock grezzo dei Bud Spencer Blues Explosion. Al centro della scena, di ritorno dalle fatiche da solista compiute con successo, un Adriano Viterbini vestito di bianco che sembra essere più propenso all’attitudine al palco più che all’espressione musicale.

Bud Spencer Blues Explosion

Il piglio dei Bud Spencer Blues Explosion è buono, la voce sofferta pare uscire dalle viscere, il suono è blandamente blues con la chitarra che spinge forte ma non si perde in virtuosismi. La compressione dei suoni si stempera con l’aggiunta sin dalle prime battute di percussioni in stile desert rock, i loop graffiano senza ammorbare, come avviene su ‘Io e il demonio’, e la celebre e personalissima versione di ‘Hey boy, hey girl’ dei Chemical Brothers inizia picchiando e agitando il pubblico di TOdays Festival che ormai affolla l’arena, e si chiude spaziando e svariando senza farsi prendere troppo la mano.

Gli headliner di questa prima giornata del TOdays Festival arrivano entrambi da terre straniere: dall’Australia ospitiamo quindi i King Gizzard & the Lizard Wizard, che sul palco sono praticamente la metà di mille e si presentano con una sostanziosa digressione psichedelica. Il loro suono nasce dalla continua sovrapposizione di strumenti, con due batterie su cui si intrecciano le chitarre. Si parte da atmosfere e idee di qualche decennio fa, che vengono rielaborate in maniera complessa e strutturata ma che non eccede coi virtuosismi, ricorrendo piuttosto alla ripetizione di loop semplici che si articolano nel loro insieme.

King Gizzard & the Lizard Wizard

King Gizzard & the Lizard Wizard hanno buona presa anche quando si fanno più svelti e meno complicati, come per ‘Rattlesnake’, mentre si perdono quanto ricorrono a elementi di rock classico, aggiungendo forzature rumorose e dilungandosi coi pezzi quando sembra non ci sia più molto da dire. Quando le chitarre salgono all’unisono percepiamo un frastuono composto, mentre le stesse chitarre sono dritte e immediate quando ci si sposta su atmosfere cupe e accelerate. In tutta questa elaborazione musicale, la voce non si rende protagonista ma si adagia e declama su tonalità e ritmi già marcati. Ottima resa per i King Gizzard & the Lizard Wizard anche quando ripescano riff più hard rock, distorti e fischiati quanto basta per non appiattirsi troppo. Le identità multiple di questo gruppo danno un risultato divertente, interessante anche se un po’ impegnativo da seguire.

Gli ultimi protagonisti di questa prima giornata rock di TOdays Festival arrivano invece dagli Stati Uniti, e più precisamente da Philadelphia. L’indie rock di The War on Drugs ha una matrice che si ispira in maniera evidente ai classici rocker americani e canadesi dei primi anni 90, scombinando e vaporizzando le melodie con qualche rielaborazione sintetica. Iniziano con ‘Baby missiles’, suoni eterei e ritmo sostenuto, un fondale dai colori molto soft, la voce acidula che contrasta con l’inserimento pulito dell’armonica. ‘Pain’ abbandona la linea melodica e si riempie di basso, che meglio si sposa con le caratteristiche vocali di Adam Granduciel, mano a mano che si scalda. Si passa da pezzi pieni di dissolvenze a salite di tiro un po’ scolastiche ma gradevoli, si percepiscono molte radici ma peccano di pathos e di presa sul pubblico.

The War On Drugs

Questo muro che The War on Drugs mettono tra sé e il pubblico viene rotto con le ballad da chitarrone, semplici e vissute e arricchite dall’armonica. L’esecuzione e l’impatto dei pezzi presenta poche variazioni, pur partendo da influenze e stili diversi, si sentono echi della new wave più pop come pure si incontrano strutture meno elaborate ma più tridimensionali, ma l’impressione è quella che i pezzi tornino e si ripetano, senza aggiungere troppo a quanto già detto in precedenza. Si arriva alla chiusura in modo vagamente dispersivo, tra apprezzabili reiterazioni di suoni addirittura dalle tinte dream pop e plettrate pulite, senza più salire né scendere di tono e quando ormai l’attrativa di The War on Drugs sul pubblico si è smollata.

Il primo giorno di TOdays Festival 2018 a Spazio 211 si conclude così, la psichedelia dei King Gizzard & the Lizard Wizard cede il passo al suono vaporoso di The War on Drugs, senza dimenticare il tiro eccezionale dei Bud Spencer Blues Explosion. Avremo modo di cambiare ancora mood nei giorni a venire, le premesse sono quelle di un’ottima continuazione.

Matteo Ferrari

Matteo Ferrari

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Nato nel 1984 nell'allora Regno Lombardo-Veneto. Un onesto intelletto prestato all'industria metalmeccanica, mentre la presunta ispirazione trova sfogo nelle canzonette d'Albione, nelle distorsioni, nei bassi ingombranti e nel running incostante.

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