Butcher Babies live a Milano: pugni a tutti

Come disse un dio mustacchiuto con una Rickenbacker al collo, «non importa se sono 50.000, 5.000, 500 o addirittura 50 persone: tu dovrai dare del tuo meglio».
I Butcher Babies hanno preso alla lettera questa legge del rock e la sera del 13 marzo 2018 hanno sfoderato uno show di altissimo livello e coinvolgimento.

Forti di un buonissimo disco, “Lilith”, e a quattro anni di distanza dal loro ultimo live in Italia, scelgono il Legend Club di Milano come unica data italiana del loro tour.

In apertura i nostrani Klogr, che in 45 minuti hanno degnamente spiegato ai presenti perchè meritano la partecipazione al tour europeo dei colleghi californiani con uno set veloce e potente.
Ragguardevole il loro supporto alla causa del Sea Shepherd , puntando così anche l’attenzione al sociale grazie all’esecuzione, in chiusura del set, della loro ‘Guinea Pig‘.

KLOGR
Klogr

A seguire è toccato alla band dell’Arizona Eyes Set to Kill, formazione guidata dalla minuta (ma non per questo meno decisa) Alexia Rodriguez.
Un gruppo che nella sua ora di show si è fatto apprezzare per la dedizione e la sicurezza, doti che aiutano ad emergere in una scena nu-metal/crossover molto satura.
Degna di nota la cover di ‘Zombie‘ dei Cranberries nella quale Alexia sfodera una prestazione vocale veramente convincente.
Per quasi tutta la durata del loro concerto Heidi Shepherd è rimasta a fianco del palco come una chioccia, osservando questi ragazzini saltare e spremersi dando il meglio facendo addirittura dirette Instagram della loro performance.
L’affinità tra i partecipanti a questo tour non è solo dettata dall’attenzione degli headliner verso tutto lo show, ma anche dalla partecipazione di membri dei Klogr che tornano a sorpresa sul palco per suonare e cantare i cori con i ragazzi.
Bravi tutti.

Eyes Set to Kill

Si smonta dal palco, si cambia la strumentazione e si aspetta.
In un attimo arriva senza quasi accorgersene l’attacco alla gola dei Butcher Babies.
Veloci e letali, schioccano la frusta e colpiscono senza risparmiarsi dimostrando una maturità di livello incredibile ed inaspettata.
Aiutati anche dalle dimensioni del Legend Club è stato possibile un contatto anche fisico tra pubblico e musicisti, cosa generalmente preclusa: le due frontwoman non si sono fatte pregare e questa possibilità l’hanno cercata, sfruttata e fatta loro.
I Butcher Babies sono un gruppo affiatato e dirompente che fa capire subito quanto ci sia oltre alla bellezza e la sensualità delle cantanti.
La loro è stata un’esibizione di due ore dove la bionda tigre Heidi Shepherd ha sfoderato il più diretto atteggiamento punk hardcore senza smettere di saltare, incitare, pogare, coinvolgere la folla.
Alternandosi con la più letale Carla Harvey , una vera pantera di nero vestita, Heidi ha cercato il contatto diretto guardando intensamente il pubblico cercando di incrociare il suo sguardo con quello dei presenti.
No, lei non è lì per farsi guardare ma per far del male singolarmente ad ogni persona presente in sala.
La sua è stata una prestazione viva, forte, adrenalinica e coinvolgente tanto che, oltre a salire più volte sulle transenne ad un certo punto Heidi ha richiesto a viva voce il circle pit al pubblico.
Per il numero da non sold out di presenti non si è riusciti ad accontentarla, ed così che è saltata in mezzo alla platea dirigendo le persone e facendole girare vorticosamente attorno a sé stessa.

Butcher Babies
Butcher Babies

Il concerto vola su altissima intensità e anche il pubblico, composto anche da molte ragazze, risponde caloroso e rapito.
In alto i calici e brindiamo ad una band che con onore merita rispetto per l’impegno ed il sudore versato sul palco.

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